martedì, dicembre 12, 2006

Polonio 210

FUMO DI TABACCO E RADIOATTIVITA' ALFA (POLONIO 210)


Il fumo di sigaretta è unanimemente considerato uno dei principali problemi per la salute pubblica. Le numerose malattie causate o aggravate dal fumo, come le bronchiti croniche, l'enfisema polmonare, gli incidenti cardiovascolari, i tumori polmonari e molti altri tipi di tumori, causano ogni anno milioni di decessi: 3 milioni l'anno (una vittima ogni 10 secondi). La combustione del tabacco genera circa 4.000 composti, alcuni dei quali hanno una elevata capacità cancerogena (quali gli idrocarburi policiclici aromatici). Intorno agli anni sessanta, gli scienziati scoprirono la presenza di radioattività nel tabacco di sigarette. Il radionuclide più importante, dal punto di vista radioprotezionistico, contenuto nel tabacco, è il Polonio-210 (Po-210) che è un noto alfa emittente. Le radiazioni alfa hanno un elevato potere ionizzante e, di conseguenza, sono particolarmente dannose quando entrano in contatto con i tessuti viventi. La pericolosità del Po-210 è legata al fatto che, alla temperatura di combustione della sigaretta (600-800°C) volatilizza, viene inalato in parte libero ed in parte tramite la componente corpuscolata con una deposizione rapida sui tessuti dell'apparato respiratorio. Una parte, variabile a seconda dei vari autori, viene anche ritrovata nel fumo ambientale. Ed è fumo passivo. Dall'aprile '96 il Presidio di Pneumotisiologia in collaborazione con la Facoltà di Farmacia nell'ambito del Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università degli Studi di Bologna ha iniziato uno studio sperimentale allo scopo di rivalutare le concentrazioni di radioisotopi in generale nel tabacco di sigaretta e stabilire in particolare se effettivamente il Polonio-210 e in che quantità è presente nel fumo attivo e passivo, e se realmente possa essere considerato un significativo promotore di neoplasie nell'epitelio bronchiale dei fumatori di sigarette.

FUMO DI TABACCO E RADIOATTIVITA' ALFA (POLONIO 210)

Vincenzo Zagà*, Enrico Gattavecchia**, Vittorio Capecchi*

* Presidio di Pneumotisiologia - Azienda USL Città di Bologna
** Dipartimento di Scienze Chimiche, Radiochimiche e Metallurgiche - Universitàdegli Studi di Bologna.

Introduzione

Fra le oltre 4.000 sostanze presenti nel fumo di tabacco va annoverato il Polonio 210 (Po210), noto alfa-emittente che speso misconosciuto quandoo non sottostimato nella sua pericolosità. Questa è legata al fatto che, alla temperatura di combustione della sigaretta (600-880 °C), il Po210 volatilizza e viene inalato in parte libero ed in parte tramite la componente corpuscolata che si deposita prevalentemente a livello delle biforcazioni bronchiali.

Obiettivi, materiali e metodi

Abbiamo ricercato la eventuale presenza di radioattività di qualsiasi tipo nel tabacco non fumato di cinque note marche di sigarette e la sola relatività alfa nel tabacco fumato. Abbiamo riscontrato: a) nel tabacco non fumato tracce di varie sostanze radioattive (Cs137, Cs134, K40, Tl208, Ac228, Bi212, Pb212, Bi214, Pb214 e Ra226);

b) nel tabacco fumato è stato ricercato e monitorato il solo Polonio 210 espresso in mBq che per sigaretta è risultato essere presente per un totale di 75 mBq, cosi' suddiviso:

- cenere 68,8 mBq (91,7%);

- fumo passivo (sidestream) 1,2 mBq (1,6%);

- fumo attivo (mainstream) 5 mBq (6,7%).

Conclusione
Il nostro studio ha mostrato che:

a) alla temperatura di combustione della sigaretta (600-880 °C) il Po210 è presente sia nel fumo attivo e quindi nell'apparato broncopolmonare in ragione del 6,7% sia nell'ambiente esterno interessato da concentrazioni di 91,7% (cenere) e di 1,6% (sidestream) del Po210 totale contenuto nelle sigarette;
b) il Po210 presenta un alto rischio polmonare "puro" come iniziatore di tumore broncopolmonare da radioattività alfa (4 casi su 10.000 fumatori/anno), senza contare il ruolo di "promotore" (co-carcinogeno) di tumore broncopolmonare con un'azione sinergica con le altre sostanze oncogene.

Bibliografia

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